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Materie prime

Henne Rosso

LAWSONIA INERMIS

DESCRIZIONE

Comunemente conosciuta con il nome di Henné Rosso, la Lawsonia è una pianta originaria dell'area subtropicale mediterranea. Oggi è diffusa e coltivata in tutti i paesi arabi, in Nordafrica dal Marocco, all'Egitto, alla Tunisia, in Asia minore, Iran, fino all'India occidentale, ma la coltivazione si è estesa fino alla Cina e alla Florida.
Si presenta come un arbusto, talvolta spinoso, con infiorescenze bianco-rosacee dal profumo intenso. Le foglie sono glabre, sub-sessili, ellittiche e lanceolate.

INDICAZIONI

La pianta è conosciuta sin dall'antichità ed è famosissima per le sue proprietà tintorie. Dalle sue foglie e dai suoi rami essiccati e finemente triturati si ottengono infatti delle polveri per tingere tessuti, pelle e capelli.
Dalle foglie e dai rami essiccati, macinati finemente, si ottiene una polvere giallo-verdastra chiamata Hennè, o Henna o Enna, utilizzata in cosmesi per le sue proprietà tintòrie, nella medicina tradizionale e anche nelle cerimonie religiose musulmane.
La molecola colorante dell'henné è il lawsone (C10H6O3), una sostanza di colore rosso arancione che è presente nelle foglie della pianta. Le foglie raccolte vengono essiccate, polverizzate e setacciate per creare la famosa polvere colorante.

PROVENIENZA

Iran

EPOCA DI RACCOLTA

Dopo tre anni le foglie di henné sono pronte per il primo raccolto. La fioritura e il periodo balsamico della pianta sono compresi nei mesi di aprile-maggio e di ottobre-novembre, permettendo così due momenti di raccolta durante l'anno

IMPIEGO

E’ usato da secoli nei paesi di origine come colorante dei capelli, che assumono riflessi ramati più o meno intensi a seconda del colore di base. L'uso come colorante dei capelli si è diffuso da alcuni anni anche in Europa, dove di recente è utilizzato anche per fare tatuaggi temporanei color rosso-bruno.
Per la pelle è utilizzato per tatuaggi temporanei. La polvere di Hennè era utilizzata come pratica religiosa e tradizionale per tingere la barba e i capelli, per tatuaggi che decorano le mani, i piedi e altre parti del corpo; in molti paesi questa usanza è ancora molto viva, in particolare in India e nei paesi arabi.
E' inoltre adoperato anche per tingere fibre vegetali, legno, e pelli animali (cuoio).
Nella medicina tradizionale dei paesi di origine viene usato per uso interno per diversi disturbi dell'apparato gastrointestinale, per uso esterno come collutorio per fare gargarismi contro il mal di gola, per le proprietà astringenti e antimicotiche, è contro infiammazioni ed eruzioni della pelle, herpes, psoriasi, scottature, ematomi, forfora. sempre nei paesi di origine viene adoperato anche per uso interno per diversi disturbi dell'apparato gastrointestinale.